La biologia delle relazioni: uso e abuso della tecnologia negli adolescenti

tecnologia adolescenti

Il ruolo crescente della tecnologia e dei social media, specialmente per gli adolescenti, porta a riconsiderare ciò che è l’interazione sociale. Nel 2019 i dati sull’utilizzo della tecnologia riguardavano 5,112 miliardi di utenti mobili; 4.388 miliardi utenti Internet; 3.484 miliardi utenti attivi dei social; 3.256 miliardi utenti di social mobili (www.thenextweb.com). Nel 2020 gli utenti dei social sono ancora aumentati, raggiungendo circa 3,8 miliardi, quasi la metà della popolazione mondiale. Anche il tempo medio trascorso sui social è destinato ad aumentare. Ad oggi sono utilizzati mediamente 144 minuti al giorno. L’Oms ha stimato che l’aspettativa di vita è di 72 anni. Se si iniziasse a utilizzare i social già a 10 anni, si arriverebbe a 6 anni e 8 mesi di utilizzo nel corso della vita.

“Not all technologies are created equal” 

L’evoluzione nel tipo di screen time nei bambini e negli adolescenti dai 2 ai 17 anni indica che crescendo l’uso dei dispositivi elettronici (telefoni cellulari, smartphone, tablet) si riduce il divario con l’uso della Tv e dei videogiochi. Nello scenario di analisi sugli effetti della tecnologia, la televisione dovrebbe essere considerata al pari dei più interattivi dispositivi elettronici. La natura dinamica e continua delle interazioni tramite social comporta disturbi ampiamente associati agli adolescenti e ai giovani adulti, come ansia e disturbi dell’attenzione. A fasce di età diverse corrisponderebbero disturbi più o meno specifici. Nei bambini il problema principale è lo sviluppo cognitivo e comportamentale, mentre negli adolescenti e nei giovani adulti ansia e depressione. Entro un’ora di utilizzo (screen time) l’indice di curiosità/desiderio dell’apprendimento non sembra essere particolarmente negativo nell’età compresa tra gli 11-13 anni. Al contrario, tra i 2 ed i 10 anni, in cui sono televisione e videogiochi ad avere un ruolo centrale, la percentuale di individui non curiosi sale anche all’interno della prima ora di utilizzo (Jean M.Twenge & W KeithCampbell Associations).

Instagram, il social “perfetto” con relazioni passive e persistenti

Il successo di Instagram in termini di tempi di fruizione da parte degli utenti non è affatto frutto del caso, bensì risultato di una piattaforma ben studiata, definibile come il “social network perfetto”. Mentre la crescita di TikTok è da attribuire all’effetto novità che nel nostro Paese ha visto aumentarne gli utenti del +457% in nove mesi (dati di marzo 2020), quella di Instagram nasce dalla capacita di rendere disponibili funzionalità sempre nuove. Dopo aver caricato una foto o un video viene naturale chiedersi “piacerà alle persone?”, “riceverò commenti negativi”? Non si tratta di interazioni limitate nel tempo, ma di una dinamica costante di scambio di informazioni con altri utenti ed il conseguente confronto tra noi e loro. Quello che si crea non è solo un quadro di interazioni “attive” (chattare, caricare foto), ma anche passive e persistenti nel tempo.

Le continue interazioni tramite social comportano disturbi ampiamente associati agli adolescenti 

La plasticità del nostro cervello viene modificata dalla ricezione e dalla conseguente risposta che diamo nell’interagire con la tecnologia, secondo le stesse regole che interessano le relazioni in persona. Instagram, ad esempio, dopo che abbiamo caricato una foto è in grado di trattenere un certo numero di “mi piace”, creando una iniziale discrepanza tra le nostre aspettative e l’apparente reazione delle persone. Successivamente, farà in modo di notificarci e di far apparire sul nostro profilo tutti i “mi piace” precedentemente trattenuti. Il fatto di ricevere un numero elevato di “mi piace” in un brevissimo lasso di tempo provocherà uno stimolo ancora più acuto dei livelli di dopamina. Si crea un circolo vizioso in cui il nostro cervello si abitua a percepire i social come luogo di informazione e quindi motivante. Foto e video si succedono uno dopo l’altro in un gesto ipnotico che diventa nel tempo un’abitudine alienante.

Problemi di autostima per adolescenti e ragazzi

Dall’inizio della pandemia, l’uso dell’applicazione Facetune per il ritocco delle immagini è cresciuto del 20%. Gli utenti hanno dedicato un 25% in più del tempo abituale nel modificare i propri contenuti (www.usatoday.com). Un notevole numero di persone si è presentato dal proprio chirurgo con foto modificate, pretendendo di assomigliare alla loro versione migliorata dal filtro. Tale tendenza è stata definita “Dismorfia da Snapchat” (www.metro.co.uk). Nel 2018, l’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery registrò il 55% con pazienti desiderosi di far ricorso alla chirurgia per migliorare la propria apparenza soprattutto per apparire meglio in foto.

Youtube il social migliore, Instagram percepito negativamente

All’inizio del 2017, lo Youth Health Movement (YHM) ha condotto un’indagine nel Regno Unito su 1.479 ragazzi tra i 14 e i 24 anni chiedendo loro informazioni su cinque delle più popolari piattaforme di social: Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter e YouTube. Si chiedeva di indicare se, secondo loro, le piattaforme utilizzate avessero peggiorato o migliorato alcuni fattori legati alla salute (www.rsph.org.uk). La classifica che ne è derivata ha visto YouTube essere il migliore, più positivo e Instagram quello percepito in maniera più negativa. Un eccessivo uso quanto il non utilizzare affatto i social possono potenzialmente causare effetti negativi. Goldilock’s Effect è l’espressione utilizzata per intendere quel punto o quantità ottimale di utilizzo che permetterebbe di mantenere una relazione sana con la tecnologia.

Leggi anche

Ultime notizie
intelligenza
Intervista

Intelligenza artificiale e regole: serve un impegno dell’Unione sui diritti sostanziali

Intelligenza artificiale e diritto, ne parliamo con Giusella Finocchiaro, Professoressa ordinaria di diritto privato e diritto di Internet all’Università di Bologna. Per non cadere in un rischioso processo di “burocratizzazione digitale” bisogna partire da elementi culturali prima che giuridici, senza perdere di vista i princìpi.
di Massimiliano Cannata
intelligenza
Sicurezza

Tecnologia, sicurezza e istruzione: intervista a Nunzia Ciardi, Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale

La tecnologia è entrata di forza nella scuola grazie alla DAD, che in pandemia ha permesso a milioni di studenti di seguire le lezioni da casa. Bisogna continuare su questa strada e sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia in àmbito scolastico e formativo secondo la dott.ssa Nunzia Ciardi, Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
di Massimiliano Cannata
scuole italiane
Immigrazione

Scuola e cittadini italiani di domani

La questione della presenza degli stranieri nelle scuole implica un’ambivalenza di obiettivi: migliorare la qualità dell’istruzione a prescindere dalla discendenza, oppure comprimere il diritto costituzionale all’apprendimento. La scuola deve avere una funzione di istruzione e integrazione sociale.
di Angelo Perrone*
scuole italiane
insularità
Intervista

Insularità e perifericità: costi e correttivi nell’intervista al Prof. Francesco Pigliaru

L’insularità si lega spesso all’idea di una compensazione economica, ma bisogna distinguere tra condizioni di prima e seconda natura legate all’insularità, come spiega il Prof. Francesco Pigliaru nell’intervista dedicata al tema delle isole e della continuità territoriale.
di redazione
insularità
insularità
Intervista

Il diritto costituzionale all’insularità: intervista al Prof. Tommaso Edoardo Frosini

Il professor Tommaso Edoardo Frosini, Ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, evidenzia le attinenze tra diritto costituzionale all'insularità e uguaglianza, così come sancito dalla nostra Costituzione, e individua trasporti e digitale come i settori nei quali investire per le isole.
di redazione
insularità
medici
Sanità

Sanità a rischio, pesa la carenza di medici e l’assenza di chirurghi

Sanità a rischio: dalla carenza di medici all’assenza di chirurghi. Questo sarà il prossimo futuro senza una programmazione “a monte”, e l’aumento dei posti in Scuola di Specializzazione non è sufficiente a risolvere la carenza di personale medico.
di ROCCO LEGGIERI*
medici
l'algoritmo d'oro e la torre di babele
Diritto

L’algoritmo d’oro e la torre di Babele

“L’algoritmo d’oro e la torre di Babele” di Caterina e Giovanni Maria Flick è un saggio sugli effetti della tecnologia sulla nostra civiltà, con un invito alla conservazione dell’umano e alla sua conciliazione con il progresso tecnologico.
di Ilaria tirelli
l'algoritmo d'oro e la torre di babele
Istruzione

Scuola, più fondi e voglia di futuro: intervista a Ivana Calabrese

Nell’àmbito del Secondo Rapporto su Scuola e Università dell’Eurispes, dialoghiamo con Ivana Calabrese di Ashoka sul tema dell’Istruzione in Italia, ma innanzitutto sul futuro di una istituzione che passa attraverso docenti capaci e fondi per l’innovazione.
di Massimiliano Cannata
Fisco

La Riforma della riscossione, nuovi criteri per decongestionare i debiti non riscuotibili

La recente Riforma fiscale introduce il “discarico automatico” dei ruoli dopo 5 anni dall’affidamento. Lo scopo principale del provvedimento è risolvere il problema all’accumulo dei debiti fiscali in mancanza di cancellazione delle posizioni non più riscuotibili.
di giovambattista palumbo
insularità
Intervista

Insularità, cruciale la sentenza della Corte costituzionale: intervista al Prof. Gaetano Armao

A un anno dall’introduzione nell’art. 119 del principio di insularità, tracciamo un bilancio sui risultati e sulle lacune nell’intervista al Prof. Gaetano Armao. Sarà cruciale la prossima sentenza della Corte costituzionale rispetto a risorse e provvedimenti finora inefficaci e insufficienti.
di redazione
insularità