Cultura digitale, investire in nuovi saperi e formazione continua. Intervista a Matteo Lucchetti, Direttore operativo di Cyber 4.0

cultura digitale

«La cultura digitale è uno strumento per garantire la libertà dei cittadini»: l’affermazione del Presidente Mattarella offre un’immagine molto chiara della necessità di approcciare la rivoluzione tecnologica con consapevolezza. Matteo Lucchetti, Direttore operativo di Cyber 4.0, il Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione sulla cybersecurity, promosso e co-finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’intervista rilasciata al nostro magazine insiste su un aspetto cruciale da cui dipenderà la crescita del Sistema Paese nel suo complesso: l’investimento nei nuovi saperi e la formazione continua. Le politiche educative devono farsi carico di questo aspetto, a tutti i livelli dell’istruzione; senza qualità del capitale umano, la sfida che il digitale ed i nuovi modelli di intelligenza generativa stanno lanciando sarà impossibile da affrontare. 

Matteo Lucchetti, Direttore operativo di Cyber 4.0. Una due giorni impegnativa alla Sapienza, un’assise sulla cybersecurity. Qual è il messaggio di fondo che arriva al Paese?

Il messaggio di fondo è che quello della cybersecurity è un tema trasversale che deve essere incluso in un discorso strategico; non è un tema tecnologico, un tema di processo, organizzativo. È un tema che deve coinvolgere una platea ampia, non soltanto di tecnici. Deve coinvolgere chi si occupa di gestione aziendale e la Pubblica amministrazione, invitando tutti a fare fronte comune. Il grande messaggio di questi giorni è: creiamo un fronte comune, uniamo le forze, pubblico e privato, piccole e grandi imprese, e cerchiamo di creare un livello di sicurezza e protezione del Sistema Paese che non sia esclusivamente mirato alla protezione delle infrastrutture critiche nazionali – ovviamente importanti – ma che coinvolga anche tutta la filiera. Parliamo, quindi, delle PMI – che rappresentano il 99% del sistema imprenditoriale italiano – ad oggi l’anello debole che va rafforzato affinché la debolezza di un componente di questa catena non diventi poi la vulnerabilità attraverso cui si creano minacce a livello di sistema.

 

Questa è una grande occasione per sfruttare il PNRR. Ci sono le condizioni per fare un lavoro efficiente ed efficace?

Assolutamente sì. Il PNRR offre un’occasione unica nella storia, forse, di rafforzare e sviluppare degli asset che poi possano, permanentemente, rimanere a protezione del Sistema. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy in questo è stato lungimirante perché ha interpretato il PNRR in modo strategico, mettendo insieme una serie di soggetti e qualificandoli come centri di trasferimento tecnologico per il rafforzamento delle competenze e capacità nell’ambito della transizione digitale. Cyber 4.0 è il centro di competenza sulla cybersecurity che ha il mandato proprio di rafforzare il tessuto imprenditoriale italiano; non soltanto le piccole e medie imprese ma anche imprese di dimensioni più grandi, ovviamente con un sistema di incentivi differente che premia in qualche modo le PMI ma che comunque è anche a disposizione delle grandi imprese. I fondi del PNRR verranno utilizzati, da qui alla fine del 2025, per attività di supporto a progetti di innovazione che vanno dall’assessment di quali sono le capacità attuali e le necessità di intervento per garantire la sicurezza della transizione digitale, fino alle attività di orientamento tecnologico, il cosiddetto test before invest – testare le tecnologie prima dell’investimento –, passando per progetti, piani e iniziative di formazione – anch’esse finanziate con i fondi del PNRR – e includendo anche supporto consulenziale per progetti di innovazione sempre relativi alla cybersecurity, finalizzati ad una “abilitazione” al mercato.

 

Avete nominato “4C”. Proviamo a riassumere per avere un’idea più chiara.

Questo è il messaggio principale di questo forum che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, di Istituzioni nazionali di riferimento come l’ACN e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 4C, che sono l’anima del centro di competenza e un po’ uno slogan, forse, di quello che riteniamo sia l’approccio da tenere sui temi di cybersecurity. Il primo è “competenze”: c’è una carenza di profili professionali e una necessità di rafforzare le competenze. È un tema fortissimo sul quale bisogna investire e sul quale il PNRR offre un’opportunità irripetibile. La seconda è “capacità”. Le competenze sono importanti quanto le capacità tecniche, in termini di dotazione di infrastruttura e di sistemi e strumenti per la protezione. È fondamentale anche la capacità di innovare e interpretare l’innovazione a favore di una protezione rafforzata. Poi abbiamo la “cooperazione”. Non c’è cybersecurity che si possa fare da soli, c’è bisogno di cooperazione tra pubblico e privato, tra privato e privato, per lo scambio di informazioni e per creare quel fronte comune. Infine, la “concretezza”, che vuol dire orientamento al risultato, visione d’insieme, bilanciamento delle risorse intellettuali ed economiche. Per affrontare il mercato, la governance del rischio richiede un approccio olistico capace di esprimere una lettura trasversale dei fenomeni.

Leggi anche

Ultime notizie
Relazione DIA
Criminalità e contrasto

Relazione Semestrale DIA, la mafia si insinua anche grazie ai traffici di droga e di armi

La Relazione DIA relativa al primo semestre 2023 è stata resa nota questa mattina. Le mafie emergono come fenomeni sempre più mutevoli che cambiano forme e modalità di azione, adattandosi ai contesti socio-economici. Il traffico di droga resta la fonte maggiore di profitto per i clan, mentre si rileva la presenza di un traffico di armi, anche da guerra.
di redazione
Relazione DIA
economia africana
Mondo

Come va l’economia africana? La realtà del Continente al di là dei macro-dati

L’economia del Continente africano crescerà tra il 3,8% e il 4% nel 2024 e sarà la seconda economia a livello mondiale dopo quella asiatica, ma i dati reali, non meramente legati a fattori economici, descrivono una realtà più incerta e mutevole, determinata dai conflitti, dall’instabilità politica e da disastri naturali ed eventi climatici, come la siccità.
di Emanuele ODDI*
economia africana
rimesse economiche
Immigrazione

L’importanza sociale delle rimesse economiche dei migranti

Le rimesse economiche dei migranti rappresentano una risorsa per il paese d’origine che le riceve, oltre a un diritto e un mezzo di emancipazione di molte famiglie dalla povertà. Ma allo stesso tempo, queste possono creare squilibri nel tessuto sociale: una ricchezza, dunque, che andrebbe guidata da progetti di investimento strutturati.
di Marco Omizzolo*
rimesse economiche
Intervista

Neuroscienze della narrazione, lo storytelling nell’era dell’Intelligenza artificiale

“Neuroscienze della narrazione” è il saggio di Marco La Rosa, pubblicato da Hoepli, che analizza presente e futuro dello storytelling nell’era dell’IA. Oltre al rischio di un eccessivo appiattimento dei contenuti, come già accade per le immagini generate da IA, La Rosa allerta sulla condizione dell’“uomo di vetro”, ovvero privato della sua riservatezza.
di Massimiliano Cannata
migrazione e asilo
Europa

Nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, manca un vero equilibrio tra responsabilità e solidarietà

Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo ha generato notevoli perplessità sul fronte dei diritti umani e della solidarietà tra Stati Ue, in particolare sul trattamento dei minori e sulla possibilità data agli Stati membri di rifiutarsi di ospitare i richiedenti asilo in cambio di un contributo finanziario alla gestione dei processi di rimpatrio.
di Ugo Melchionda*
migrazione e asilo
violenza di genere
Società

Giovani e violenza di genere. I dati della Direzione Centrale della Polizia Criminale

Violenza di genere, un report del Servizio Analisi Criminale delle Forze di Polizia analizza il fenomeno in una ottica generazionale. I delitti in àmbito affettivo e familiare sono in calo, ma troppo spesso riguardano vittime e autori con meno di 34 anni, con prevalenza di giovani adulti. Il 76% delle donne vittime di violenze sessuali ha meno di 34 anni.
di redazione
violenza di genere
competenze digitali
Lavoro

Competenze digitali e nuove priorità nel mondo del lavoro, l’appuntamento Adnkronos Q&A

Attrarre nuovi talenti, valorizzare la formazione specifica e investire sulle persone: questi i temi al centro del nuovo appuntamento Adnkronos Q&A, con focus su parità e gender gap
di redazione
competenze digitali
Rapporto Italia
Rapporto Italia

Rapporto Italia, presentati i dati dell’Eurispes per il 2024

Rapporto Italia 2024, nelle parole del Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara un Paese al bivio, che ha bisogno di coraggio nelle scelte. Ma bisogna innanzitutto superare il “presentismo” che ha contraddistinto gli ultimi anni per scegliere con consapevolezza tra conservazione o futuro.
di redazione
Rapporto Italia
concessioni balneari
Diritto

Giurisprudenza amministrativa su concessioni balneari

Sulle concessioni balneari c’è bisogno di meno proroghe e più regole certe, ragionevoli e trasparenti, in quanto non è più possibile affidarsi solo agli esiti della giurisprudenza. I provvedimenti dovranno tenere in conto l’esperienza professionale e il know-how delle imprese, nonché tutelare gli eventuali investimenti già effettuati.
di giovambattista palumbo*
concessioni balneari
baby gang
Sicurezza

Baby gang tra realtà e percezione. Intervista a Stefano Delfini, Direttore Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale

Il 36% degli italiani denuncia la presenza di baby gang nel proprio territorio, come emerge dal Rapporto Italia 2024. Ma non bisogna confondere realtà e percezione, afferma Stefano Delfini, Direttore del Servizio Analisi Criminale, che nel corso dell’intervista traccia un quadro del fenomeno criminale minorile nel nostro Paese.
di Susanna Fara
baby gang