Il “Black Wednesday” delle borse

I tg di mercoledì 20 gennaio – Il mercoledì nero delle borse mondiali, con gli oltre 235 miliardi di euro bruciati solo in Europa (con Milano la peggiore al -4,83%) e il crollo disastroso degli indici bancari (MPS il peggiore, a -22%), dominano le aperture di tutte le testate. Contenendo il panico da tracollo finanziario, i Tg tentato stasera di produrre qualche analisi che chiarisca uno scenario tanto grave. Tg2, Tg3, Tg5 e Tg La7 ci propongono dei buoni approfondimenti che distinguono tra i crolli dovuti alla riduzione dei volumi di traffico mondiali (dipesi, questi, dal calo del prezzo del petrolio e dal rallentamento della crescita nei paesi asiatici) al crollo dei titoli bancari italiani, dovuto in parte alla speculazione straniera (tg5), in parte ai crediti non riscossi (oltre 350 miliardi di euro) accumulati dalle banche durante gli ultimi anni della crisi (Tg La7 e Tg2). Nessuno ancora si permette previsioni, mentre i Tg Rai diffondono le parole “rassicuranti” del ministro Padoan sulla solidità delle banche italiane.

“Junker prova a smorzare la polemica, ma il contenzioso resta alto”: così Tg La7 sintetizza le prove di riappacificazione avviate dalla Commissione europea dopo gli scontri al calor bianco degli scorsi giorni con Palazzo Chigi. L’ascia di guerra sembra essere stata risotterrata ma alcune testate (Tg1, Tg3 e Tg La7) ci ricordano che i punti di contrasto tra Bruxelles e Roma restano aperti. Per Tg5 la riappacificazione è stata permessa da movimenti da ambo le parti (leggi la nomina del sottosegretario Calenda). Per Tg1 e Tg3 un importante indice di “pacificazione” sarà il passaggio, in marzo, della norma che, nei fatti straccerà le disposizioni della Convenzione di Dublino. Su Tg4 e Studio Aperto il “ritorno del sereno” risulta non pervenuto.

Con il voto delle 20,10 – dato in diretta sui Tg delle 20 – il Senato ha approvato in seconda lettura la riforma costituzionale, provvedimento cui il governo Renzi ha dichiaratamente legato a doppio filo il proprio destino politico. Grande spazio, prima e dopo, su tutti i Tg – apertura di Studio Aperto – al discorso “storico” del premier; analogo spazio, sui Tg Mediaset, alla risposta di Berlusconi.

La presunta (e già contestata) nomina dell’“amico di Renzi” (Tg La7) Carlo Carrai al comando dell’Agenzia deputata alla sicurezza digitale in Italia è titolo e servizio per Tg3 e Tg La7. Mentana ricava dalle parole pronunciate al Question Time alla Camera dalla ministra Boschi, che la nomina sarebbe ormai scontata.

Molto, forse un po’ troppo spazio trovano gli insulti di Sarri a Mancini, riferiti da questi in conferenza stampa. “Subito ci si divide nel bar sport” è il commento del Tg3 alle variegate reazioni al turpiloquio omofobo dell’allenatore del Napoli, e proprio nelle polemiche da bar sport sembrano gettarsi le altre testate. Editoriali a braccio su Tg4 di Paolo Liguori (pro Mancini) e Raffaele Auriemma (bonario verso Sarri), mentre Mentana la butta in politica contrapponendo al senatore D’Anna le opinioni di Ivan Scalfarotto, per poi chiudere con un giudizio critico su entrambe. Segnaliamo un’espressione di Liguori che ci sentiamo di sostenere: chiamare per insultare qualcuno “finocchio” o “frocio” è, nel 2016, un insulto “indegno e, soprattutto, anacronistico”.

Per gli esteri, l’attentato in un’università in Pakistan dove sono morti 28 tra studenti e professori è servizio per molti e titolo per Tg4. La propaganda dell’Isis, nella forma di riviste che glorificano gli attentatori di Parigi, riceve attenzione su Tg1, Tg3, Tg5 e Tg La7.

Eravamo rimasti stupiti ieri sera per il mancato allarme neve, che ha portato centinaia di persone a rimanere bloccate sulla Salerno Reggio Calabria, che non aveva trovato spazio sulle scalette dei Tg. Oggi l’indignazione per l’allerta non pervenuta e la ricerca dei responsabili figura sui Tg Rai (titolo per Tg1) come su quelli Mediaset.

Segnaliamo due servizi che, in una giornata di borse e crolli, guardano invece all’economia “reale”: le proteste degli operai della Saeco a Bologna (Tg3) che oggi hanno occupato le uscite della fabbrica e i lavoratori della raffineria di Gela (Tg5) che da ieri bloccano le entrate della città.

La morte dell’ultimo grande esponente della commedia all’Italiana del dopoguerra, Ettore Scola, lascia un grande vuoto nella cultura e nel mondo del cinema italiano. Numerosi gli omaggi e i servizi su tutti i Tg. A salutarlo sul Tg1 il regista premio Oscar Paolo Sorrentino.

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