Il ritorno dell’educazione civica nelle Scuole: italiani favorevoli

L’importanza di reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole ha trovato il favore della maggior parte degli italiani (67,8%) nell’ultima indagine condotta sul tema dall’Eurispes e contenuta all’interno del Rapporto Italia 2018. Coloro che hanno reputato utile lo studio dell’educazione civica, ritengono certamente che la conoscenza della Carta costituzionale sia fondamentale per fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per comprendere la necessità del rispetto delle regole, della convivenza civile e per interiorizzare i valori della democrazia. I più sensibili al tema si sono dimostrati i cittadini con un’età compresa tra i 45 e i 64 anni con oltre 7 intervistati su 10 favorevoli; ma, anche tra i 18-24enni il consenso si è manifestato in modo ampio fino al 66,3% delle indicazioni positive.

I più decisi si erano rivelati gli abitanti del Sud: la reintroduzione dell’educazione civica ha trovato il favore dell’83,7% di quanti vivono queste regioni; più distaccato, invece, è risultato il giudizio dei cittadini del Nord-Est Italia: solo il 56,8% ha intravisto l’utilità della reitroduzione della materia.

Al tema, inoltre, l’Eurispes ha dedicato – attraverso le pagine del suo magazine on line – una “campagna” di informazione, aprendo un dibattito e un confronto tra insegnanti, esperti di diritto e Istituzioni.

Tre gli assi attorno ai quali ruoterà l’educazione civica nelle nostre scuole: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale. Le linee guida inviate dal Miur nei giorni scorsi per il prossimo anno scolastico, prevedono almeno 33 ore all’anno dedicate alla materia.

Gli studenti approfondiranno lo studio della nostra Carta costituzionale e delle principali leggi nazionali e internazionali. Gli alunni saranno formati, poi, su educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Rientreranno in questo asse anche l’educazione alla salute, la tutela dei beni comuni, princìpi di protezione civile. La sostenibilità verrà così introdotta negli obiettivi di apprendimento. Saranno, inoltre, offerti ai giovani gli elementi conoscitivi per utilizzare consapevolmente e responsabilmente i nuovi mezzi di comunicazione e gli strumenti digitali.

Sul ritorno dell’educazione civica nelle nostre scuole e la sua definitiva introduzione grazie alla dalla legge 20 agosto 2019, anche il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, si esprime favorevolmente: «La materia, per la natura dei suoi contenuti, possiede in realtà un valore interdisciplinare e rappresenta uno degli assi fondamentali della formazione di base. Di fatto, però, nel corso del tempo è diventata una sorta di Cenerentola ed ha subìto negli anni numerose trasformazioni, fino al punto di essere diventata un insegnamento affidato, spesso, unicamente alla buona volontà dei docenti disposti a trasmetterne i contenuti ed il valore. Oggi, la consapevolezza della necessità di trasmettere la grande lezione contenuta nella nostra Costituzione alle nuove generazioni, affinché siano preparate ad affrontare responsabilmente la vita civile e democratica del Paese e nello spazio al di là dei confini italiani, si è finalmente riaccesa».

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