L’asilo è un diritto, attrezziamoci per poterlo onorare

La drammatica vicenda della nave di Medici senza Frontiere “Aquarius” e il Consiglio europeo di fine giugno sulla modifica del Regolamento di Dublino, rendono di straordinaria attualità un saggio appena uscito. Si intitola L’asilo come diritto (Aracne Editrice, 280 pagine, 18 euro), è curato da Marco Omizzolo e si può dire che sia stato scritto a trenta mani, perché sono ben 15 i docenti e ricercatori che hanno prodotto i singoli saggi che lo compongono, oltre a Gianni Ruffini, il direttore generale di Amnesty International Italia, al quale si deve la prefazione.

Poggia su tre solidi pilastri giuridici, il diritto d’asilo, e Marco Omizzolo e Pina Sodano lo ricordano nel loro saggio. Il primo, la nostra Costituzione, entrata in vigore il primo gennaio del 1948, che all’articolo 10 recita testualmente: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge». Il secondo pilastro è rappresentato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, anche questa del 1948, mentre il terzo dalla Convenzione di Ginevra del 1951 che lo ha specificamente disciplinato.

Queste solide basi debbono darci forza, in un momento in cui tale diritto viene gravemente minacciato. Ed è quanto mai utile, di fronte a una sindrome europea da invasione, ricordare che nessun Paese europeo, e addirittura del Nord del mondo, risulta nella graduatoria dei primi dieci per numero di profughi e richiedenti asilo. In testa c’è infatti la Turchia, con circa 3 milioni, seguita da Pakistan, Libano (primo al mondo in rapporto alla popolazione: un profugo ogni 17 abitanti, 1 milione e 150mila in assoluto), Iran, Etiopia, Giordania, Kenia, Ciad, Uganda, Cina. Dobbiamo attrezzarci meglio in Italia, e fissare regole comuni in Europa, nella consapevolezza che non si tratta di un’emergenza destinata a placarsi, ma di un fenomeno stabile, che ogni anno coinvolge più di 65 milioni di persone al mondo.
I 15 saggi vengono suddivisi in tre sezioni. Nella prima, “Accoglienza e cittadinanza”, vengono forniti dati e offerte spiegazioni su come in generale funzionano le cose in Italia, con strumenti, attori, e obiettivi. Nella seconda parte viene analizzata invece la “seconda accoglienza”, quella più stabile, che si affida al sistema Sprar, coordinato dal Ministero dell’Interno, e al quale aderiscono volontariamente i Comuni. C’è un focus sulla tutela della salute, un secondo sulle donne che chiedono asilo politico, e due saggi sui minori non accompagnati. La terza sezione, infine, è dedicata all’analisi statistica applicata ai flussi migratori, con un’appendice beneaugurante di Mauro Ferrari, sociologo che insegna a Ca’ Foscari e all’Università di Parma, intitolata “Oltre mafia capitale, un altro welfare è possibile”.

9788825511956

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