Economia

Intelligenza artificiale e decarbonizzazione: come cambia lo shipping globale

Intelligenza artificiale e Big Data stanno già cambiando il trasporto marittimo: rotte ricalcolate in tempo reale, manutenzione predittiva, logistica portuale più rapida. Sul fronte ambientale, gli obiettivi IMO al 2050 spingono verso sistemi di risparmio energetico e combustibili alternativi, dal GNL all’idrogeno verde. Una trasformazione in cui la tecnologia affianca, più che sostituire, il lavoro umano.

Navi a guida autonoma: il futuro prossimo del trasporto marittimo

Le navi a guida autonoma passano dalla sperimentazione ai primi impieghi commerciali, come dimostra in Norvegia la Yara Birkeland, portacontainer elettrica che sostituisce circa 40.000 viaggi di camion l’anno. I benefici attesi riguardano sicurezza, consumi e costi operativi, ma restano aperti i nodi delle regole, delle responsabilità, della cyber security e di porti ancora poco attrezzati. Una sfida che chiama in causa anche gli scali italiani.

Il dominio cyber nella guerra ibrida permanente

Accanto a terra, mare e cielo, il dominio cibernetico è ormai un campo di battaglia a tutti gli effetti. Gli attacchi sono condotti da gruppi criminali o sedicenti tali, spesso legati ad apparati statali, ma risalire ai mandanti resta difficile. Le conseguenze sono invece concrete: spionaggio prolungato per anni, dati cancellati, siti istituzionali bloccati. È una guerra permanente, senza fronti né tregue, che coinvolge anche i paesi europei e la Cina, estranei ai combattimenti sul campo.

Istituzioni

Il tempo nel processo penale: la ragionevole durata tra garanzie e dati

Nel processo penale il tempo pesa sulla libertà, sulla reputazione e sulla qualità della prova. La Costituzione e la CEDU garantiscono una durata ragionevole, che tuttavia non coincide con la rapidità. In Italia questo diritto passa per la legge Pinto, con i suoi indennizzi, e per l’improcedibilità introdotta dalla Riforma Cartabia. I dati 2026 del Ministero della Giustizia mostrano pendenze in forte calo e un disposition time ridotto ben oltre l’obiettivo Pnrr. Restano aperti, però, alcuni nodi.

Omicidi, l’Italia ai minimi europei. Un primato costruito in trent’anni, ma la criminalità organizzata ha trovato altri modi per esprimersi

Nel 2023 l’Italia ha registrato un tasso standardizzato di mortalità per omicidio di 0,4 decessi ogni 100.000 abitanti, contro una media europea di quasi 0,7, collocandosi insieme a Germania e Malta tra i Paesi dell’Unione con i valori più bassi. Il primato è il punto d’arrivo di una trasformazione trentennale: dal picco del 1991, con 1.916 omicidi e oltre un terzo attribuibile alle mafie, si è scesi ai 327 casi del 2024, con una riduzione superiore all’80%. Il calo ha ridotto anche il divario storico tra Nord e Sud, ma ha toccato soprattutto gli omicidi maschili, mentre quelli che coinvolgono le donne, in larga parte in ambito familiare o affettivo, sono scesi molto meno. Un tasso basso di omicidi non equivale inoltre all’assenza di criminalità organizzata, che ha sostituito la violenza visibile con forme di controllo più silenziose. L’introduzione del reato di femminicidio con la legge n.181 del 2025 segna un primo passo, ma i dati provvisori del 2026 non consentono ancora di parlare di inversione di tendenza.

Come cambia il crimine nell’era digitale: “Sociologia del crimine e nuove fenomenologie dei comportamenti devianti”, a cura di Monica Calderaro

Nel 1991 gli omicidi volontari in Italia erano 1.916; oggi sono circa 350 l’anno. Il crimine tradizionale arretra, ma ne emergono di nuovi: terrorismo, reati telematici, stalking, violenza spettacolarizzata sui Social. Il volume “Sociologia del crimine e nuove fenomenologie dei comportamenti devianti”, curato da Monica Calderaro con la presentazione di Gian Maria Fara, li esamina in sei saggi. Ne emerge una lettura multidisciplinare, per cui la tecnologia non è né buona né cattiva in sé, ma dipende da chi la governa.

Società

Famiglie italiane e rinuncia alle cure sanitarie. I dati

Secondo l’indagine sui consumi dell’Eurispes (2026), la pressione economica spinge sempre più famiglie italiane a rinunciare alle cure. I controlli medici periodici di prevenzione sono i più sacrificati, seguiti dalle cure odontoiatriche.

Le regole del gioco. Gioco d’azzardo e distanziometro

Secondo le ricerche Eurispes, il gioco legale, se ben regolato e controllato, argina il gioco illegale e i suoi costi sociali. I distanziometri, da soli, non ridurrebbero la domanda né proteggerebbero i più vulnerabili, mentre le chiusure durante la pandemia avrebbero spinto i giocatori verso canali illegali e online. Servono quindi operatori più responsabili, una prevenzione più forte e maggiori tutele per i minori nelle scommesse digitali. Sull'efficacia del distanziometro, però, esperti di dipendenze e associazioni restano divisi.

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